Couture
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Couture di Alice Winocour intreccia resa dei conti intime sotto i riflettori della Paris Fashion Week, dove la bellezza è messa in scena e la sopravvivenza si improvvisa. Tre donne si scontrano in una città che vende fantasia mentre la vita impone il reale.
Couture (2026), diretto da Alice Winocour, entra nel polso febbrile della Paris Fashion Week e ascolta ciò che i riflettori non riescono a coprire. Tra la coreografia di sfilate, prove, fitting e crisi dell’ultimo minuto, il film segue tre donne le cui vite si incrociano in un momento in cui il rumore del mondo—personale e politico—diventa impossibile da ignorare.
Al centro c’è Maxine (Angelina Jolie), una regista americana sulla quarantina costretta a riscrivere il proprio copione quando scopre di essere gravemente malata. Winocour la inquadra non come un simbolo, ma come un’artista al lavoro che si confronta con il tempo, il controllo e l’inquietante divario tra dirigere una storia e viverne una. Parigi diventa insieme set e specchio, riflettendo i modi in cui l’ambizione può sorreggerti—finché non può più.
In parallelo c’è Ada (Anyier Anei), una giovane modella sudsudanese che devia da un percorso previsto solo per ritrovarsi dentro un’industria che può sembrare un altro tipo di trappola. Il film guarda con lucidità alle promesse del circuito della moda: opportunità e sfruttamento spesso condividono la stessa soglia, e il costo della reinvenzione può essere pagato nel silenzio. La presenza di Ada imprime urgenza alla domanda del film su chi venga visto, e a quali condizioni.
Poi c’è Angèle, una truccatrice francese che lavora nel backstage, abbastanza vicina da toccare il glamour ma raramente invitata a possederlo. Le sue giornate sono fatte di piccoli gesti precisi—volti, pennelli, ritocchi rapidi—mentre il suo sogno privato è scivolare fuori da una vita decisa dall’abitudine e dalla necessità. In lei, Couture trova la sua metafora più tattile: il lavoro invisibile che tiene insieme lo spettacolo, e il desiderio che sopravvive nelle cuciture.
Con un ensemble che include Ella Rumpf, Louis Garrel, Vincent Lindon, Garance Marillier, Grégoire Colin e Aurore Clément, Couture scorre come un dramma di prossimità—persone che si sfiorano in corridoi, auto e stanze affollate, ognuna con una tempesta privata. La forza del film sta nel contrasto: superfici immacolate contro verità crude, la velocità della passerella contro il lavoro lento e ostinato di scegliere come vivere.
Per gli spettatori attratti dal cinema francese guidato dai personaggi e dal dramma contemporaneo, Couture promette una storia parigina che parla meno dei vestiti che delle vite al loro interno. Segui aggiornamenti, trailer e copertura editoriale su Trailerix.
Cast
Immagine © TMDB
Troupe
Immagine © TMDB
Domande frequenti
Di cosa parla Couture (2026)?
Ambientato durante la Paris Fashion Week, Couture segue tre donne i cui percorsi si incrociano mentre affrontano sconvolgimenti personali, scelte difficili e il divario tra glamour e realtà.
Chi dirige Couture?
Couture è diretto da Alice Winocour, nota per drammi incentrati sui personaggi che uniscono una posta in gioco intima a un più ampio sfondo sociale.
Chi recita in Couture?
Il cast include Angelina Jolie, Anyier Anei, Ella Rumpf, Louis Garrel, Vincent Lindon, Garance Marillier, Grégoire Colin e Aurore Clément.
Couture è incentrato sulla moda o sul dramma personale?
Sebbene la Fashion Week fornisca l’ambientazione e il ritmo da pentola a pressione, il cuore del film è drammatico e guidato dai personaggi, incentrato su identità, sopravvivenza e reinvenzione.
Dove si svolge Couture?
La storia si svolge a Parigi durante l’intensità della Fashion Week, muovendosi tra lo spettacolo pubblico e gli spazi del backstage dove avviene gran parte del vero lavoro.
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